Treviso (Lunedì, 24 Marzo 2025) — In tutta la città di Treviso, dentro e fuori le mura, hanno abbassato la propria serranda circa un migliaio di attività commerciali, un fenomeno molto sconfortante che sta dilagando non solo a Treviso, ma anche nella altre Province del Veneto.
di Melania Pulizzi
L’indagine a livello nazionale condotta da Confcommercio, ha stimato che dal 2012 ad oggi si contano un migliaio di attività chiuse nei centri storici delle Provincie del Veneto, oltre 1600 in periferia e solo nel centro storico di Treviso 66 negozi. Ad incassare il colpo sono stati i negozi di alimentari, tabaccai, ma anche di abbigliamento, calzature e accessori, compresi quelli di Via Calmaggiore, il Viale dello shopping trevigiano, divorati dalle grandi catene di Franchising, dallo shopping online, ma anche dalle spese alte sia dei commercianti stessi che delle famiglie, che per questo girano sempre meno per acquistare il superfluo; per non parlare della pandemia di 5 anni fa che sicuramente ha contribuito non poco a questa decimazione. A sopravvivere è il settore alberghiero e la ristorazione, ma solo se si tratta di affitti brevi e di attività dove viene offerta una ristorazione veloce come bar, tavola calda e pizza al taglio. “Una desertificazione”, come commenta Confcommercio che si ripete comunque in tutta Italia. A dare la propria testimonianza è Annalisa Femio, titolare di un negozio di borse del centro storico: “É difficile stare in centro, proprio qui davanti al mio negozio poco tempo fa ne ha chiuso un’altro e così tanti altri. Speriamo sempre che migliori, però la situazione è triste, la gente non viene invogliata vedendo tanti negozi che chiudono a venire in centro e quindi cambiano un po’ i loro giri”. Anche le parole del Presidente di Ascom Confcommercio Imprese per l’Italia – Treviso, Federico Capraro, ci confermano questa preoccupante situazione: “Sono dei cali importanti che noi segnaliamo ormai da 10 anni, inizialmente venivano interpretati dalla politica come una richiesta di tutela circoscritta solo ai piccoli commercianti di bottega, mentre in realtà oggi l’allarme è condiviso da tutte le amministrazioni locali, perchè questi cali sono cali della società”. In conclusione le considerazioni del Presidente Anci Veneto e Sindaco di Treviso, Mario Conte: “É arrivato il momento di rilanciare il commercio di vicinato e dei centri storici, perchè sono una ricchezza per il nostro territorio; ci sono anche altri aspetti che i sindaci possono prendere per mano, penso alle politiche urbanistiche che impediscono l’insediamento di nuove aree commerciali”.
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