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Liberation Day alle porte: anche Treviso si prepara ai Dazi di Trump 

Treviso (Mercoledì, 2 Aprile 2025) — Oggi finisce l’attesa sui Dazi minacciati dal Presidente Usa Donald Trump all’Europa, i vertici europei promettono “vendetta”, mentre il Presidente del Governo Giorgia Meloni ribadisce che l’unica strategia possibile è quella del “dialogo” e di un’Occidente unito per evitare la temuta e dannosissima, per tutti, guerra commerciale. 

di Melania Pulizzi

La decisione di Trump di mettere dazi a tutti quei Paesi che “hanno approfittato degli Stati Uniti”,  risulta per lo più già annunciata, ma la conferma arriverà in serata. Intanto però si guarda ad un dialogo proficuo sul negoziato Italia-Usa che potrebbe avvenire tra il 18 e 20 Aprile, giorni in cui il Vicepresidente Usa J.D.Vance si recherà a Roma per un incontro con la Premier. Le conseguenze di un non accordo sarebbero molto salate, mettendo a rischio, nel solo Veneto, un volume di affari di oltre 7 miliardi di euro, che vedrebbe Vicenza, Treviso, Padova e Belluno tra le Province più colpite. Dazi del 20% sulla produzione meccanica, medica e agroalimentare, e il dilagare dei prodotti non italiani, ma spacciati per tali, anche negli Usa, fa rivendicare da parte dell’industria italiana e dei suoi imprenditori, la necessità di una strategia efficiente ed efficace; queste le parole di Raffaele Boscaini, Presidente di Confindustria Veneto: “L’augurio è che sia una situzione che non porti ad una escalation; ai dazi io non risponderei con all’altrettanti dazi perchè verrebbe fuori una guerra dalla quale si uscirebbe tutti sconfitti. Credo che, come in qualsiasi situazione, bisogna avere i nervi saldi e guardare nella realtà la situazione com’è per poi mettere mano a modalità di diplomazia cercando di trovare accordi; in questo senso l’Italia è forse un po’ avvantaggiata per aver avuto sempre un rapporto di fiducia reciproca con gli Usa, ed è per questo che il nostro Paese dovrebbe farsi portavoce di tutta l’Europa”. Assolutamente d’accordo anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia che ribadisce: “I dazi rischiano di essere il terzo cigno nero, dopo il Covid e le guerre attuali. Siamo molto preoccupati in quanto i dazi non portano mai bene e la storia lo dimostra. Io spero che l’Europa affronti questo problema in maniera molto seria e compatta, partendo dal presupposto che non possiamo considerare gli Usa dei nemici, ma piuttosto dialogare con loro investendo su questo rapporto”. I dazi, oltre che provocare un rincaro notevole sull’export, porterebbero ad un’incidenza del Pil e inflazione Usa preoccupante, oltre che una difficile ricerca di mercati alternativi nel breve periodo e, in merito a questo, il Ricercatore Senior della Fondazione Nord Est di Venezia Gianluca Toschi, esprime la sua analisi: “L’Italia potrebbe perdere, già nel primo anno, lo 0,12 % del Prodotto Interno Lordo, fino ad uno 0,15% negli anni successivi, ma i dati che riguardano la Germania sarebbero più preoccupati, in quanto arriverebbe ad un – 0,25% di Pil. Con questo scenario, se l’Ue rispondesse con delle ritorsioni nei confronti degli americani, i dati appena citati raddoppierebbero. Mentre sull’inflazione gli Usa potrebbero vedere già dai primi tempi un aumento dello 0,20%, l’Italia uno 0,28% e la Germania 0,25%, anche qui senza ritorsioni, altrimenti anche questi ultimi dati raddoppierebbero”.

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Tag: , , , , , Last modified: Aprile 2, 2025
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