Treviso (Martedì, 1 Aprile 2025) — Vista sempre di più come un accessorio alla moda, la sigaretta elettronica spopola ormai tra i giovanissimi che la maneggiano e la usano come fosse un gioco, ma i medici smentiscono categoricamente: “Fa male quanto la cicca tradizionale!”
di Melania Pulizzi
L’allarme arriva dall’Azienda Sanitaria Ulss 2 di Treviso in merito ai dati espressi dall’Osservatorio sulle Dipendenze che, in base ad un’indagine si evince che sono circa 20mila i giovani che cominciano a fare uso della sigaretta elettronica a partire dai 15 anni, soprattutto le ragazzine che la vedono come un vezzo. Colpa anche delle case produttrici che l’hanno proposta come fosse una caramella con diversi gusti e aromi, senza preoccuparsi di comunicarne la pericolosità; gli effetti collaterali sono simili a quelli della classica sigaretta: dipendenza, irritazione delle prime vie respiratorie e danni al sistema cardiovascolare. Per questo è sempre più necessario diffondere una maggiore informazione tra le nuove generazioni. Queste le parole di Eva D’Incecco, Direttrice del Dipartimento Dipendenze Ulss 2 di Treviso: “Aumenta la pressione sanguigna, aumenta la frequenza cardiaca, l’incidenza d’infarto miocardico acuto e la possibilità di sviluppare altre problematiche, anche gravi, a causa delle sostanze cancerogene al loro interno. Un supporto educativo, psicologico e medico, in base alla necessità dell’utente, può essere di grande aiuto per smettere di fumare”.