Aumento preoccupante di reati di stalking e maltrattamenti in famiglia nella provincia di Treviso: 26 provvedimenti cautelari nel 2024

Written by redazione• Marzo 7, 2024• 6:26 am• Treviso, Cronaca
La provincia di Treviso sta affrontando un preoccupante aumento dei reati di stalking, minacce e maltrattamenti in famiglia, con ben 26 provvedimenti cautelari eseguiti dai comandi dell’Arma dei Carabinieri dall’inizio dell’anno. Questi provvedimenti riguardano individui accusati di reati “di codice rosso”, con particolare attenzione ai casi di maltrattamenti in ambito familiare, minacce e atti persecutori.
di Francesco Catania
L’ultimo caso segnalato coinvolge un 30enne residente nell’hinterland trevigiano, caratterizzato da comportamenti ossessivi e persecutori nei confronti della sua ex compagna. Non rassegnatosi alla fine della relazione sentimentale, l’uomo ha disturbato la sua ex partner in modo ripetuto e ossessivo nel corso di appena una decina di giorni. In alcuni casi, ha addirittura forzato porte e finestre per introdursi nella sua abitazione, costringendola a vivere un’esperienza angosciante. Il comportamento dell’uomo comprendeva molestie insistenti, minacce reiterate e un controllo ossessivo dei suoi spostamenti.
Dopo che la donna ha denunciato i fatti ai carabinieri, le indagini sono state condotte rapidamente, consentendo di raccogliere prove delle condotte illecite dell’uomo. Il Tribunale di Treviso ha emesso un’ordinanza, imponendo il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi frequentati da lei. Questa misura cautelare stabilisce una distanza di 500 metri tra l’uomo e la sua ex compagna, proibendogli ogni forma di comunicazione con lei e prescrivendo l’uso di strumenti di controllo elettronico per garantirne il rispetto.
L’aumento dei reati di stalking e maltrattamenti in famiglia è motivo di seria preoccupazione nella provincia di Treviso, e le forze dell’ordine stanno intensificando i loro sforzi per contrastare tali comportamenti violenti. L’emissione di provvedimenti cautelari come quello nel caso del 30enne dimostra l’impegno delle autorità nel proteggere le vittime e prevenire il ripetersi di episodi simili.
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