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Femminicidi: uno scempio a cui è necessario porre fine. La città di Treviso da anni accoglie e protegge le donne vittime di violenza

Treviso (Venerdì, 4 Aprile 2025) — Sara, Giulia, Chiara…e molti altri nomi. Bambine, ragazze, donne. Amiche, figlie e madri. Fidanzate e mogli. La mattanza continua senza tregua, senza pietà, senza una legge, se non quella della vendetta, della punizione da parte di chi si sente il loro padrone: tu mi vuoi lasciare? tu non mi consideri? tu mi tradisci? tu vuoi farti una vita dove non ci sono io? Allora tu non puoi più vivere!

di Melania Pulizzi 

Sembra la descrizione trovata su un vecchio libro ai tempi del Medioevo, quell’epoca buia dove veniva ignorato qualunque progresso culturale e civile, eppure questa descrizione si riferisce ai giorni nostri, a ieri, a oggi e a domani, dove ancora una donna verrà uccisa da quella parte di civiltà che non si è emancipata, ma è rimasta retrograda, senza valori e senza principi. Una donna che denuncia, ma senza prove tangibili da presentare, è una donna che purtroppo non può avere ancora garanzie di difesa e protezione sufficienti che attestino il dramma che sta vivendo. Ma perché tutto questo deve continuare? Perché nelle scuole non diventa una regola insegnare cos’è il rispetto e il bene dell’altro e verso l’altro, e dell’autostima verso se stessi? Perché, non tappezzare le città di manifesti che urlino quali siano i segnali che una donna deve notare per chiedere aiuto e allontanare il suo futuro carnefice, anziché slogan pubblicitari ripetitivi e consumistici? Solo mettendoli allo scoperto e facendoli diventare piccoli, questi “padroni”, potranno sentirsi soli e disarmati verso le donne che, solo apparentemente sono più deboli di loro. Ma una donna ha bisogno di complici per salvarsi, di una comunità che faccia cerchio intorno a lei; una donna ha bisogno di amiche, di sorelle, di genitori attenti a cogliere segnali che sembrano normali, ma che invece non lo sono affatto; una donna ha bisogno di essere sostenuta da uno stato che imponga leggi severe per chi le vuole togliere la vita. In questo, la città di Treviso e la sua Provincia, è attiva ormai da anni grazie a molti Centri Antiviolenza che si sono radicati sul territorio trevigiano, con servizi e personale qualificato nell’accogliere le donne o chiunque sia stato o è vittima di violenza; solo per citarne qualcuno:   

Il Centro Antiviolenza Telefono Rosa che dal 1991 in Via Roma 20 a Villorba (TV), eroga servizi di accoglienza, consulenza psicologica, legale, economica e prevenzione e sensibilizzazione al tema presso le scuole. https://www.telefonorosatreviso.org/  

Altro collega è la Cooperativa La Esse in Viale Francia 2 a Treviso, che tra i preziosi servizi che erogano dal 1989, è dal 2015 che organizzano progetti e iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne, coinvolgendo il territorio, le sue istituzioni e i soggetti che vi operano, offrendo sostegno psicologico, accompagnamento educativo, occupazionale e abitativo. https://www.laesse.org/categoria_progetti/antiviolenza/ 

Un’altra realtà molto attiva è Insieme Si Può, una Cooperativa sociale Onlus, nata nel 1983 in Piazza del Popolo 15 a Vittorio Veneto (TV) con la finalità di sostenere le donne, promuovendone la piena realizzazione individuale attraverso l’occupazione; una sensibilità che nel tempo si è rafforzata sempre di più, abbracciando lo sviluppo di nuovi servizi rivolti alla consulenza e al supporto delle donne vittime di violenza o in condizioni di difficoltà relazionale, lavorativa, familiare e affettiva. Anche loro, in collaborazione con gli Enti locali nell’ambito di Sportelli Donna e di altri Centri Antiviolenza, mettono a disposizione competenze specialistiche di psicologhe psicoterapeute e avvocatesse. https://www.insiemesipuo.eu/centro-antiviolenza-e-sportello-donna/ 

Uno tra gli ultimi nati, ma di pari importanza, è il Punto Viola in Via Pia 1 a Mogliano Veneto (TV) appartenente alla Società multiservizi Veritas; tra i suoi servizi riguardanti il settore ambientale, su cui principalmente opera, ha deciso di allestire uno sportello chiamato Punto viola che possa essere un luogo valido e soprattutto d’immediato supporto alle donne vittime di molestie e violenze. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Associazione Donnexstrada, rappresenta un grande passo da parte della Società Veritas verso la sensibilizzazione nei confronti della violenza di genere e verso la realizzazione di azioni e iniziative concrete; presso il Punto Viola è possibile trovare supporto e assistenza da parte di personale sensibile, che fornirà alle persone in difficoltà un primo sostegno e tutte le informazioni necessarie sulle azioni da intraprendere, su quali siano le tutele previste dalle leggi, sulla Casa della Donna più vicina o presso l’Azienda Sanitaria qualora ci fosse stata una violenza sessuale. In particolare, le donne che si recheranno presso i loro sportelli, potranno entrare all’interno delle strutture e attendere al sicuro l’eventuale arrivo delle Forze dell’Ordine. https://www.gruppoveritas.it/news/gli-sportelli-di-veritas-diventano-un-punto-di-assistenza-e-sostegno-alle-vittime-della 

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Tag: , , , , Last modified: Aprile 4, 2025
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